L’Audacia dopo il Coraggio, Ro-pax NCA sulla Grecia

Nel 2013 ho avuto occasione di viaggiare sulla CORAGGIO, che ANEK ha noleggiato da Grimaldi Holding Genova, mantenendone equipaggio e bandiera italiana, per la Patrasso – Igoumenitsa – Venezia; la nave, noleggiata dai greci per un anno, è poi passata in bareboat charter a DFDS LISCO. Necessitando ANEK di una nave al posto della CORAGGIO ha ricevuto da Grimaldi Holding la AUDACIA, originariamente gemella, seconda dell’ordine di quattro navi più quattro effettuato da Aldo Grimaldi nel 2005. Dopo tre anni in servizio per Grandi Navi Veloci, titolare di un contratto di charter con Grimaldi Holding, la nave passa a servire Acciona Trasmediterranea per le linee dalla Spagna alle Baleari; sostituita quindi da TENACIA sul charter spagnolo, AUDACIA viene noleggiata occasionalmente prima di inaugurare in proprio un servizio da Salerno ad Augusta, Sicilia, con frequenza trisettimanale, estendendo per due volte alla settimana il viaggio anche a Valletta, Malta. Tuttavia il servizio Grimaldi Holding cessa prontamente quando, passata la CORAGGIO in Nord Europa, serve dare una nave ad ANEK per potere i cretesi mantenere la loro frequenza di servizio sulla linea Venezia – Igoumenitsa – Patrasso.

La AUDACIA è, delle otto gemelle partorite dall’idea di Aldo Grimaldi e costruite da Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, la seconda e, tra l’altro, unica rimasta con le specifiche  originali del progetto; infatti, dopo le prime tre navi della serie, l’armatore chiede che le successive cinque vengano modificate con una maggior capacità passeggeri, portata dagli originari 600 a 1000, modificando il ponte 7 con l’aggiunta di cabine in luogo del ponte scoperto, e, probabilmente, destinando la zona delle cabine equipaggio al ponte 6, ai passeggeri.  Successivamente Grimaldi Holding contratta l’aumento della capacità passeggeri anche per le prime tre navi, intervento effettivamente portato a termine su CORAGGIO e TENACIA, ma non appunto su AUDACIA, che quindi rimane invariata, con l’unica modifica apparente che consiste nella conversione del casinò / sala slot in sala poltrone.

Il garage della nave ricalca in pieno quello del CORAGGIO: due rampe a poppa, con quella di sinistra per l’open deck superiore, quella di dritta che serve invece il garage principale, dal quale si accede anche ai due livelli inferiori, e l’ingresso passeggeri, sul lato esterno della rampa. Come l’anno precedente, vengo direzionato al ponte 1, quello dedicato alle sole auto, al quale si arriva tramite due rampe fisse, dal garage 3 principale al garage 2, protetta da un cover, e dal garage 2 al garage 1, rampa posta sotto quella superiore, alla quale si accede con almeno due manovre, quando in presenza di due semirimorchi già posizionati al garage 2, che, come i livelli 3 e 4, può ospitare mezzi pesanti. C’è da sottolineare come, il garage 4, non sia in comunicazione col garage 3: se questa cosa può non essere fondamentale, disponendo esso di accesso diretto dalla rampa di sinistra, in caso di problemi può rimanere bloccato, ed altri traghetti con accesso diretto al ponte superiore, come le Superfast o la serie Finnstar di Finnlines, hanno comunque una rampa che consente tale operazione.

Anche stavolta non è mancata la “scarpinata” verso la zona pax della nave; tuttavia, stavolta, anziché accedere dalla scala posta a poppavia del garage, siamo stati indirizzati a quella verso prua, che dirige in una zona equipaggio del ponte 5; tuttavia, ho preferito uscire al ponte 4 ed usufruire almeno una volta della scala mobile. L’alternativa, comunque, rispetto all’altra volta quando sono uscito da sotto il fumaiolo, non è stata comunque molto migliore, trovandomi a dover fare lo slalom tra le auto con roulotte ed i camper parcheggiati nell’open deck; in tale occasione ho anche avuto modo di scoprire dove si trovino i bagni per il camping on board, e cioè appunto, in corrispondenza della scala di prua.

La nave, come si può immaginare, non differisce molto dalla CORAGGIO,  eccezion fatta per le modifiche apportate alla seconda: arrivando quindi dalla scala mobile si esce sulla passeggiata a poppavia della zona passeggeri, trovandosi di fronte la passeggiata esterna di dritta; ove finisce la scala mobile si trova anche l’ascensore che, come la gemella, serve solo i ponti 4, 5 e 6, dimostrandosi pressochè inutile. Mentre nella CORAGGIO la passeggiata esterna a poppavia della sistemazione originale, trovava poi il secondo blocco di sistemazioni aggiunto, nell’AUDACIA da essa si vede il ponte garage 4, protetti dai divisori in cristallo che erano pure sulla gemella modificata; sulla passeggiata in questione troviamo poi l’ingresso, al centro, per la hall della reception, quindi a sinistra l’ingresso esterno per la sala poltrone, a destra l’ingresso esterno per la sala slot/casino, trasformata in sala poltrone. L’arredamento interno di AUDACIA ripropone toni in marrone chiaro e blu, ove, a differenza della prima gemella, si ha una predominanza nel blu anziché nel marrone, e della presenza di particolari in color ottone, anziché cromo; cambiano poi i nomi dei locali, “Zinc” quello attribuito al bar, “Caffetteria Riviera” per quanto riguarda il self service, quindi “Mandarin” per il fantomatico ristorante; da sottolineare il fatto che, quest’anno, ANEK specifica direttamente l’assenza del ristorante sulle navi di Venezia, e l’area dedicata al ristorante è, a differenza della CORAGGIO, è fruibile dai passeggeri, sia per pranzare, sia per accomodarsi. Altre due sono poi le differenze da sottolineare tra AUDACIA e CORAGGIO, nella veste ANEK: le tre postazioni dell’internet corner a disposizione, su AUDACIA, si trovano allo Zinc Bar, lungo la parete che lo divide dal negozio Bazaar Chic; quindi la sala slot/casino, che nella CORAGGIO era chiusa, su AUDACIA è stata convertita a sala poltrone; tuttavia rimangono, all’interno, alcune slot, e curiosamente vi si trovano anche tavolini e sedie di plastica da esterni, mentre alcune file di poltrone non erano utilizzabili poiché, alle poltrone, ve ne erano altre sovrapposte.

Il ponte 6, Silver Deck, è diviso tra le cabine passeggeri e quelle equipaggio, con le prime poste nella zona poppiera della sovrastruttura. Per l’occasione ero alloggiato nella cabina esterna AA2 6125, costretto a tale scelta dalla scarsità di cabine disponibili sulla nave che, per il viaggio in questione, appare in realtà piena, specie considerando il garage. Mentre, solitamente nello stile Grimaldi, le cabine esterne erano privilegiate rispetto a quelle interne, come spazio e come servizi, stavolta non è così: la cabina replica totalmente quella interna, con l’unica differenza della presenza dell’oblò; la cabina è il perfetto esempio dello sfruttamento maniacale dello spazio, con nessuna concessione al superfluo: quattro letti, con i due superiori richiudibili, comodino, armadietto, bagno, stop. Si capisce che la nave è quella che è, però un tavolino ed una sedia non sarebbero sgraditi; certo è che, in questo caso, anche volendo, posto non ne avanza. A differenza di un anno fa, tuttavia, la regolazione dell’aria condizionata funziona, per mia grande fortuna.  Meno funzionale lo scarico del bagno, ed, in generale, il bagno si dimostra essere decisamente troppo “costretto” , e quindi poco funzionale; per esempio, la disposizione della carta igienica è veramente scomoda ed innaturale, mentre il sapone, presente in un dispenser, è comodo per il lavandino, ma non dovendosi fare la doccia. Il ponte 6, a poppa, ha un’uscita che consiste in una scala che scende al livello inferiore; tale scala ha come l’aspetto di essere stata ricavata nello spazio di due cabine esterne, e presenta, in questa specie di atrio chiuso, due oblò che danno verso poppa. Infine, la nave si conclude al ponte 7, il Master Deck, accessibile dalla scala centrale. Esso consiste, nella zona poppiera, della zona di atterraggio dell’elicottero, quindi, in due angoli ai lati opposti della nave, due gruppi di tre gabbie per i cani, purtroppo esposte agli elementi. Verso prua, si trova la zona del ponte con le docce tropicali, riparata tramite divisori in cristallo; a differenza della CORAGGIO, tuttavia, qua non troviamo la plastica antiscivolo. La nave finisce qua; decisamente poco.

Riguardo a tutto il resto, rimando alle considerazioni fatte per la CORAGGIO: rimettendoci le mani, diventerebbe anche una nave potenzialmente validissima: che si aspetta?

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