Euroferry Olympia, il lusso sparito tra Ravenna e Patrasso

 

Nel lontano 1994, Finnlines, noto operatore del Mar Baltico, riceve dai cantieri polacchi Stocznia di Gdynia, in Polonia, la Transeuropa. In realtà, la nave non è un ro/ro, ma un traghetto propriamente considerabile come tale, disponendo di più di 12 posti passeggeri; tuttavia, dato che la capacità totale pax della nave non supera le 100 unità passeggeri, verosimilmente tutti autisti, è più semplice vederla come ro/ro, piuttosto che come traghetto, e difficilmente la si inquadrerebbe anche secondo i moderni canoni del ro/pax.

Dopo qualche anno di servizio nel Baltico, passando via via alle linee secondarie una volta arrivato nuovo tonnellaggio, si comincia a vociferare di un arrivo di navi Finnlines nel mediterraneo, grazie anche alla proprietà della compagnia, della quale Grimaldi Napoli è socio maggioritario; la curiosità porta quindi a documentarsi maggiormente sulla nave, scoprendo che, un traghetto nato per portare un centinaio di autisti di camion, ha dotazioni incredibilmente di alto livello: oltre agli ovvi bar e buffet, dispone di sala conferenze, piscina interna, idromassaggio, sauna ed, addirittura, il ponte esterno attrezzato con giochi tipo Ping Pong e Minigolf. Quando Grimaldi annuncia di voler inserire la nave sulla nuova linea Ravenna – Igoumenitsa – Patrasso, si può quindi legittimamente pensare che la compagnia napoletana potrà non sfigurare, qualora si decida di utilizzare la nave al massimo delle proprie potenzialità. Ma quando si parla di Grimaldi Napoli…

La data scelta per il “collaudo” del traghetto è mercoledì 25 giugno 2014, in viaggio da Ravenna a Patrasso. Il porto romagnolo, rispetto ad altri, sembra meno teatro dei potenziali “sceriffi” ISPS; tuttavia non offre grandi possibilità fotografiche, e le navi ormeggiate allo scalo Trattaroli sono semplicemente infotografabili; le uniche possibilità di shipspotting a Ravenna rimangono quindi solo durante l’uscita o l’entrata delle navi, potendo usufruire, a patto di avere un buon grandangolo, delle passeggiate di Marina di Ravenna (orario mattutino) o del Porto Corsini (orario pomeridiano/serale). Il check-in si effettua in un prefabbricato del Largo Trattaroli; complice la bassissima affluenza, la pratica si risolve immediatamente, ma va annotato, colpevolmente, che non vi è alcuna insegna, provvisoria o fissa, per il servizio Grimaldi Minoan, facendo sì che la “stazione marittima” sia individuabile solo grazie a qualche adesivo reclamizzante il servizio Ravenna – Catania di Adriatica. Da annotare il fatto che, ormai da 10 anni, il servizio lo gestisce Tirrenia, essendo Adriatica stata incorporata nella compagnia napoletana, ma tant’è…

La Euroferry Olympia offre, per l’accesso, un’enorme rampa a poppa, che conduce su tutti e quattro i livelli dell’enorme garage della nave: al livello inferiore si accede tramite una rampa fissa coperta, quindi il livello principale, ove viene ricoverata la mia auto, quindi i due livelli superiori; il primo, quasi interamente coperto, che disporrebbe anche di una rampa diretta da utilizzare con una banchina attrezzata,  ed il secondo, scoperto. Nel garage principale, la mia auto è posta nella fila laterale di dritta, che è separata dal resto del garage da una paratia; la fila stessa è poi ulteriormente suddivisa da paratie stagne: un buon esempio di come si progetta un garage sicuro. Sempre da applaudire, un’altra cosa che, per la prima volta, ho visto fare oggi, e cioè il fatto che l’auto sia stata “rizzata”, pratica solitamente riservata ai soli mezzi pesanti od ai motocicli. L’accesso alla zona passeggeri è tramite due ascensori posti a murata, nella zona poppiera, pratici anche per l’utilizzo da parte di eventuali passeggeri senza mezzi propri, che conducono dal garage inferiore al livello 4, ove è situata la reception assieme alla maggior parte degli altri servizi pubblici; si entra in un atrio, al centro del quale c’è un divanetto circolare: a poppavia, troviamo il banco della reception, il quale ha, sul lato verso dritta gli uffici del settore alberghiero,  mentre sul lato sinistro si trova il piccolo negozio. La zona passeggeri del ponte 4 si sviluppa tutta verso prua: sul lato sinistro troviamo varie aree chiuse al pubblico, oltre alle scale che portano ai livelli 5, 6 e 7, sul lato dritto, invece, vi è il salone Poseidon, che arriva fino alla fine della struttura, e che offre il bar ed il buffet Europa. Il salone è diviso circa a metà della propria lunghezza, non tanto fisicamente, quanto nello stile dell’arredamento: nella zona di poppa l’arredamento è a salottini, tipo bar, con divani in pelle, il bancone del bar ed una zona che, verosimilmente, sarebbe dedicata all’intrattenimento; a prua, invece, troviamo tavoli e sedie funzionali alla ristorazione, quindi la brevissima linea del buffet. I tavoli risultano essere, come la Europalink, rivestiti in similpelle bianca.

Ma occupiamoci degli alloggi, situati nei ponti 5, 6 e 7: la mia cabina, numero 701, è posta al ponte 7, appunto, lato sinistro. Con l’ascensore si arriva in un luminoso atrio, una specie di veranda, provvista anche di divani; a poppa, uscendo, c’è una piccola area aperta, con alcune sedie da esterni. Qua si nota una caratteristica particolare della nave: mentre a dritta il ponte 7 è livellato, a sinistra le quattro cabine esterne (interne non ce ne sono), stanno circa mezzo metro più in alto, poste su una specie di mezzanino al quale si accede tramite tre scalini. La cabina risulta essere veramente spaziosissima, come d’uopo nelle navi della compagnia finlandese; interamente moquettata (quanto durerà?) si apre con una specie di salottino, con tavolino da fumo e due poltrone, e quindi i letti, disposti ad “L”, mentre l’altro lato della cabina è occupato da un armadio a tre ante, scrivania con specchio, cassetti e frigobar, ed una TV LCD di circa 27’. Allestimento decisamente lussuoso, se non fosse che, ad un angolo della TV, campeggia un cartellino che indica, in tre diverse lingue, che non funziona. Sull’italiano, nulla da dire, greco assente, il tedesco non lo conosco, l’inglese è decisamente maccheronico. Eppure al lato dello specchio, un altro cartellino verde mostra una lista di canali tedeschi disponibili, probabilmente, in tempi baltici. La cabina offre quattro letti: non serve molto, tuttavia, a capire che c’è un intruso. Infatti, i due “pullman bed” sono totalmente diversi tra di sé, uno color legno, l’altro bianco laccato, e quello color legno è privo della luce di lettura, presente sugli altri tre letti; inoltre, come già detto, tutti gli accessori della cabina sono relativi a tre possibili occupanti. La qualità apparente, appare alta, ma a ben vedere, di note stonate non ne mancano: dalla cabina è impossibile udire gli annunci di bordo; la regolazione dell’aria condizionata appare non funzionante, facendo sì che la cabina sia notevolmente fredda; non vi sono interruttori della luce vicino ai letti; il manifesto con le istruzioni di sicurezza, anziché trovarsi dietro la porta, sta seminascosto in un angolo della cabina; l’oblò, stranamente, sembrerebbe addirittura apribile (come del resto quasi tutti quelli presenti sulla nave), ma le chiusure sono talmente dure da non poter essere azionate;  nel bagno, la seggetta del WC non è fissata bene, e dispiace perché, per il resto, il bagno appare veramente pregevole, con vere piastrelle, un box doccia come si deve, dotato addirittura di cristallo (sebbene non proprio immacolato).

Come già detto, a poppa, vi sono numerosi ponti aperti alla fine di ogni livello, tutti collegati tra di se tramite scale; i più vasti si trovano all’esterno del ponte 7 e del ponte 5 ma, desolatamente, da essi è sparito il minigolf ed il tavolo da ping pong è chiuso e fissato alla murata del ponte 5. In giornate di pioggia, poi, è opportuno evitare i ponti esterni che, a causa dei numerosi avvallamenti, si riempiono di pozze.

Il minigolf non è l’unico “desaperecido”: il ponte 6, nel Nord Europa, serviva principalmente per l’entertainment, con la zona SPA sul lato sinistro, la zona conferenze su quello dritto, un ampio bar al centro. La SPA è totalmente scomparsa, a beneficio di una sala poltrone della quale non penso si sentisse la mancanza: la nave è piccola e probabilmente non è opportuno caricarla di passeggeri senza cabina; del bar rimane il bancone, chiuso, mentre la sala conferenze lascia il posto ad una piccola zona bambini. Se non altro, però, i passaggi ponte sulla “Euroferry Olympia” potranno approfittare dei numerosi divanetti sparsi nei corridoi e negli atri, in particolare al ponte 6.

I servizi di ristorazione non danno decisamente lustro alla nave: vero è che si tratta di un traghetto con  una bassissima capacità passeggeri, però la varietà di cibo è decisamente povera, la qualità non fa impazzire, il menù offerto è interamente italiano, frutta e dessert vengono presentati in piatti coperti dalla pellicola, non sono pubblicizzati gli orari di apertura (cosa che farebbe comodo, dato che nelle cabine non arriva la diffusione), gli stessi orari di apertura non sono molto logici (basti dire che a cena, alle 20, è già tutto chiuso…), i prezzi non sono decisamente popolari, l’acqua viene servita solo in formato 0,5l, ed, addirittura, viene addebitato pure 1 Euro di coperto, che, trattandosi di self service, credo sia inaccettabile. A questa non brillante ristorazione, si aggiunge un bar che lascia altrettanto a desiderare:  non vi sono a disposizione salati, il caffè viene servito in bicchierini di plastica, anche qua i camerieri hanno la brutta abitudine di fare le pulizie portandosi il sacco della spazzatura dietro.

Nota positiva, la puntualità della nave, che parte spaccando il secondo, ed arriva sia ad Igoumenitsa che a Patrasso con 30’ circa di anticipo: vero è che a queste velocità è difficile fare ritardo, ma mai dire mai….

Ad occhio il servizio pare funzionare: chissà come sarebbe con un’altra nave ed altri servizi…anche se, per farsi questa domanda, credo ci vorrebbe decisamente un’altra compagnia!

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