10 aprile, Moby Prince, noi non dimentichiamo

” Ho sempre tifato Palermo e sempre ho riconosciuto le mie radici, o per lo meno ho fatto quelle dei miei genitori come mie, ma essendo nato in Piemonte, il mercoledì non si poteva non assistere al prodigio del calcio italiano in TV ed il calcio in TV nel 1991 si chiamava Juventus F.C. E così a cena con la famiglia, rapida, in trepidante attesa del secondo tempo, speranzosi che l’italica sorte nel pallone uccidesse ancora le speranze iberiche di un riscatto post franchista. Avevo 10 anni ed amavo le navi, avevo 10 anni ed appena 3 giorni prima ero stato accontentato e portato fino a Livorno a trovare una delle persone a me più care imbarcata sulla nave in linea tra Livorno ed Olbia. Sono sempre stato tifoso del Palermo ma non so per quale ragione, al 75′, al Gol di Goicoechea, sono scoppiato a piangere, un pianto a dirotto, come se in quel momento fosse accaduto qualcosa di irreparabile, di orribile e spettrale, non bastarono i miei genitori a consolarmi, non bastò ricordare che tifavo Palermo. In fondo ero solo un bambino al 75° minuto di Barcellona – Juventus, e piangevo disperato, come se sentissi che il pianto vero dovesse ancora arrivare ed oggi a distanza di 25 anni non si è ancora placato”.

 

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